Il libro di Enzo Ciconte esplora il Risorgimento come teatro di contraddizioni: i borbonici non solo oppressori, ma anche ribelli interni; i patrioti spesso imprigionati o in fuga; e i criminali, figure marginali ma influenti. L’autore intreccia cronaca storica con analisi sociopolitica per rivelare una narrazione alternativa del processo unificatore italiano.